Emergenza sanità a Mantova

Emergenza sanità a Mantova

La sanità mantovana ha bisogno di investimenti e di rafforzare la rete dei servizi. Per questo, da settembre, partirà una mobilitazione del PD su tutta la provincia perché i cittadini abbiano maggior consapevolezza della situazione e, soprattutto, delle responsabilità: chi governa, oggi, la sanità in Lombardia la sta distruggendo pezzo dopo pezzo.

I dati sono, infatti, preoccupanti in tutta la regione, ma ancor più nella nostra provincia.

Vediamo e tocchiamo con mano i mancati investimenti in strutture o servizi peraltro previsti dalla riforma, che avrebbe dovuto alleggerire i Pronto Soccorso attraverso strutture di medicina territoriale (PRESST e POST). Investire in modo massiccio non sarebbe comunque sufficiente: è infatti necessario un piano di sviluppo strategico, una programmazione su lungo periodo.

Lunghe ore di attesa al Pronto Soccorso, turni massacranti dei medici ed infermieri per mancanza di personale, soppressione di posti letto anche in reparti primari per far fronte alle ferie estive, chiusura dei consultori non condivisa e magari nemmeno temporanea sono i problemi più urgenti.

Per fare chiarezza sulla situazione ho recentemente incontrato il dg Stradoni. Il risultato è demotivante: tante parole, ma zero prospettiva per la sanità mantovana. Non si capisce quale sia il progetto, ammesso che esista un progetto. Non c’è garanzia che i consultori riapriranno dopo l’estate, non si sa quante risorse verranno destinate per l’assunzione del personale mancante né dove questo verrà collocato; nessuna garanzia nemmeno sulla Risonanza Magnetica necessaria a Pieve di Coriano nessun passo in avanti sui Pot di Pieve, Bozzolo, Viadana, e sul PRESST di Goito. Unica certezza la chiusura dei reparti come il punto nascite di Casalmaggiore senza dare corso agli impegni presi con gli amministratori, con i cittadini.

A queste criticità si aggiunge una generale mancanza di programmazione, le forti criticità legate al nuovo modello di presa in carico dei pazienti cronici (al 12/02/19 solo il 9,67% dei 255.683 cronici mantovani è riuscito a completare il percorso di presa in carico) e liste d’attesa ancora troppo lunghe. Su quest’ultimo punto il Gruppo Regionale del PD ha presentato alcune proposte finalizzate a raggiungere l’obiettivo del 95% dei tempi d’attesa entro la soglia: estensione e semplificazione dell’utilizzo di tutti i canali di prenotazione (call center, web, farmacie territoriali, sportelli); incremento delle prestazioni con tempi attesa critici, così come un ulteriore allargamento dell’offerta nelle giornate di sabato e domenica, oltre che nelle ore serali; valutazione dei direttori generali correlata al risultato sulle liste di attesa.

(Foto Credits: Gazzetta di Mantova)

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