il mio impegno

INFRASTRUTTURE E TRASPORTI

Su tutti i fronti, la provincia di Mantova è stata, finora, dimenticata dalla Regione per quanto riguarda le infrastrutture e la rete dei trasporti.

Insopportabili le inefficienze del sistema ferroviario, che presenta linee considerate tra le peggiori in Italia, come dimostrano i frequenti guasti e ritardi delle tratte Mantova-Milano e Brescia-Parma. Serve adeguare l’elettrificazione e introdurre il doppio binario.

Urgente anche il capitolo delle opere viarie. La tangenziale di Goito è una priorità assoluta, così come il completamento della strada Po-Pe, la realizzazione dell’asse sud della tangenziale di Mantova (bloccato dall’iter della Mantova-Cremona), il terzo lotto della Gronda Nord a Viadana. Importante, poi, dialogare con le Regioni limitrofe per pianificare e cogliere eventuali opportunità, come nel caso dell’autostrada Cispadana che sfiorerà la nostra provincia.

C’è, poi, la questione grave dei ponti. Il ponte di Casalmaggiore è ancora chiuso: le risorse sono arrivate dal Governo, ora vanno impiegate con urgenza. Servono, poi, fondi per la manutenzione del ponte di Borgoforte e va trovata una soluzione definitiva per il ponte di barche di San Matteo.

Infine, il porto di Valdaro è un’opportunità su cui investire, riaffidando la Governance agli Enti Locali, garantendo risorse per creare un distretto logistico che sviluppi l’intermodalità ferro-acqua. Inoltre per quanto riguarda lo sfruttamento di Valdaro come porto turistico, va data la possibilità alle navi di classe V (marittime) di poter navigare, pertanto dialogando con il Veneto per ottenere l’innalzamento dei ponti.

 

SANITA’

Paghiamo l’eccessiva privatizzazione degli anni passati e una riforma sanitaria che, dal 2015 non è mai decollata.

E’ necessario attivare concretamente i Pot e permettergli di ricoprire quel ruolo di “ospedale del territorio”, che ha già dimostrato di funzionare in regioni come l’Emilia Romagna.

Da risolvere, poi, il caos della gestione dei malati cronici: il progetto va rivisto radicalmente riprendendo la sperimentazione positiva dei piani di cura individuale gestiti dal medico di famiglia.

Per quanto riguarda le strutture sul territorio, serve far ripartire i lavori all’ospedale di Asola, riconoscere la funzione interregionale di quello di Pieve di Coriano garantendo risorse e strutture adeguate, difendere e valorizzare l’ospedale Oglio Po con investimenti mirati, essendo l’unico ospedale per acuti del territorio. Così come vanno concretizzati gli investimenti sull’ospedale di Bozzolo.

 

LAVORO E FORMAZIONE

La nostra provincia è tra quelle lombarde che più hanno pagato il prezzo della crisi economica.

C’è bisogno di investire su un concetto di sviluppo moderno e sostenibile per riportare il livello di occupazione a standard adeguati. Una Lombardia a “piena occupazione” (sul modello niente affatto utopistico delle più avanzate regioni tedesche) è un obiettivo raggiungibile, se ci impegniamo a investire in digitalizzazione e Industria 4.0, sosteniamo le start up con l’azzeramento dell’Irap nei primi tre anni e aiutiamo le piccole e medie imprese – cuore pulsante del tessuto economico mantovano – con un apposito fondo di garanzia per il sostegno al credito.

Fondamentale, poi, sviluppare la formazione professionale creando appositi centri di formazione con l’obiettivo di creare figure professionali in linea con la vocazione produttiva specifica di ciascuna area.

Infine, lo sviluppo di un territorio non può prescindere dai suoi collegamenti e infrastrutture. Un progetto ambizioso come Mantova Hub merita di essere sostenuto, anche attraverso investimenti che consentano alla città di essere più facilmente e rapidamente raggiungibile, veramente connessa con il resto del paese.

 

POST-TERREMOTO

Dopo quasi sei anni dal sisma che ha scosso profondamente un’ampia porzione della nostra provincia, non dobbiamo dimenticare quanto ancora c’è da fare sia sul patrimonio pubblico che privato.

Per concludere definitivamente la ricostruzione ci vorranno realisticamente altri quattro o cinque anni. Ecco perché è necessario mantenere un rapporto costante e strutturale tra Governo e Regione e costituire un tavolo interregionale stabile di confronto e coordinamento, così come ha fatto la Regione Emilia Romagna.

E’ necessario rendere immediatamente operativi i piani organici di ricostruzione già elaborati dai Comuni, rifinanziare la struttura commissariale, prevedere adeguati fondi per confermare il personale tecnico a supporto dei Comuni e per la ricognizione dei danni residui, oltre a finanziare il recupero del patrimonio culturale danneggiato, vera identità di una comunità.

Solo così possiamo far ripartire davvero questi territori.

 

AMBIENTE

Sviluppo e sostenibilità ambientale devono viaggiare di pari passo.

La nostra è una delle regioni più inquinate d’Italia e la provincia di Mantova non fa eccezione. Finora, sono mancati indirizzi e piani a lungo termine per il contenimento dell’inquinamento atmosferico e delle falde acquifere, come dimostra la “lotta” alle polveri sottili.

Inoltre, sul territorio si segnalano numerosi casi che meritano grande attenzione. A Castiglione, l’area Pirossina va recuperata attraverso la realizzazione di una vasca di laminazione e di utilizzo dell’acqua ad uso irriguo. E’, poi, necessario prestare attenzione al progetto del Depuratore di Visano per il Lago di Garda e che interessa i comuni dell’asolano.

E’ compito della Regione, in un’ottica di pianificazione e previsione, coordinare lo sviluppo di eventuali impianti a biomasse, biogas e biometano e l’insediamento di allevamenti intensivi di animali, attraverso un Piano Regionale che va gestito con indirizzi e vincoli coerenti sul lungo termine.

C’è, poi, la partita cruciale della bonifica del SIN di Mantova e della reindustrializzazione delle aree per la quale va valutata anche la trasformazione in SIR che accelererebbe il processo autorizzativo.

Infine, è necessario vigilare sui casi di insediamenti dismessi, che rischiano di diventare sede di discariche abusive e rimediare alla carenza degli organi di controllo, Arpa in particolare.