Legge 194 e salute delle donne

Legge 194 e salute delle donne

Ho denunciato la situazione insoddisfacente dell’applicazione della Legge194 in Lombardia e a Mantova.
Ancora troppi, in Lombardia, i ginecologi obiettori di coscienza, mentre c’è poca informazione sulla pillola Ru486 per l’interruzione volontaria di gravidanza.
I dati, rilevati dal Gruppo PD Lombardia su tutti i presidi ospedalieri, rivelano come la Lombardia sia in posizione arretrata rispetto alle altre regioni italiane, sul tema della salute della donna e dell’applicazione della Legge 194.
In Lombardia i ginecologi obiettori di coscienza sono il 66%, in alcuni presidi addirittura il 100%. In questo modo le donne non possono sempre scegliere.
Di poco inferiore la percentuale della provincia mantovana. Il 64% dei medici ginecologi sono obiettori.
Se guardiamo all’utilizzo della Ru486, il metodo farmacologico autorizzato dall’Aifa già dal 2008, che resta il più rispettoso per l’integrità fisica e psichica della donna che sceglie di interrompere la gravidanza, nel 2018 su 447 interruzioni volontarie di gravidanza nella provincia mantovana soltanto 59 (13,2%) hanno impiegato la Ru486. Dati confermati anche nei primi 6 mesi del 2019 che, tra l’altro, mostrano un trend in calo in generale nel numero degli aborti; un fatto positivo perché dimostra che la Legge 194 funziona nel suo scopo principale, quello di prevenire le interruzioni di gravidanza.
Tra le cause principali del mancato utilizzo della Ru486 (a Mantova e in tutta la Lombardia) ci sono la scarsa informazione e i tempi lunghi delle procedure, che possono portare a superare i 49 giorni entro i quali può essere applicato questo metodo.
Se prevenzione e informazione sono le leve da utilizzare per diminuire le interruzioni volontarie di gravidanza, allora è fondamentale mantenere la rete dei consultori; consolidare i servizi territoriali e non smantellarli. Questo significa investire e fare una corretta programmazione del personale: l’Asst ha annunciato la riapertura dei consultori a breve, ma siamo sicuri che il personale sia sufficiente a garantirne la piena operatività?

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