(Lettera pubblicata su Gazzetta di Mantova il 27.02.2026)
Gentile Direttore,
quando si parla di allevamenti non stiamo discutendo solo di autorizzazioni o competenze amministrative. Stiamo parlando di qualità dei suoli e dell’aria, di tutela dell’acqua, di equilibrio tra produzione e salute pubblica. Stiamo parlando della vita quotidiana delle persone.
Il primo dovere della politica non è alzare muri tra istituzioni, ma aprire porte di confronto. Quando la Regione si mette contro un Comune, il territorio perde tempo e perde fiducia e su questioni così delicate, la fiducia è parte della soluzione.
Il punto non è “chi ha ragione” nel braccio di ferro tra il mondo agricolo e le comunità locali, ma come si governa una questione complessa: ascoltando i cittadini, tenendo insieme impresa e qualità della vita, e soprattutto costruendo regole chiare prima che le tensioni esplodano. Se parliamo di allevamenti, non possiamo far finta che sia solo una questione amministrativa. È anche una questione di salute pubblica, di sostenibilità, di impatti reali degli allevamenti intensivi sul territorio. E quando c’è di mezzo la salute, le ragioni dei cittadini non si archiviano, ma si ascoltano e si affrontano.
Qui la politica ha uno strumento potente: una pianificazione territoriale ampia, che guardi alla distribuzione degli allevamenti, alla pressione ambientale complessiva, alla capacità del territorio di reggere certi carichi. Non per “punire” qualcuno, ma per fare la cosa più seria che possa fare chi governa: creare benessere nell’equilibrio, scongiurando i conflitti.
Per questo chiedo all’Assessore regionale Alessandro Beduschi una scelta di metodo e di responsabilità: riportare la discussione su un terreno di dialogo istituzionale vero, con dati condivisi, obiettivi chiari e un impegno esplicito a costruire soluzioni, non contese. Perché il confronto deve prevalere su tutto.
Antonella Forattini
Deputata Partito Democratico
