“La crisi del latte è ormai evidente: crollo delle quotazioni, disdette contrattuali, latte libero senza collocazione e un rischio reale di razionamenti nei primi mesi del 2026. Per questo abbiamo presentato un ordine del giorno che il Governo ha accolto, chiedendo interventi strutturali per alleggerire il mercato e sostenere la filiera: l’accoglimento, però, non basta.” Antonella Forattini, capogruppo Pd nella Commissione Agricoltura della Camera, auspica azioni rapide e incisive.

“Chiediamo al governo di attivare rapidamente misure nazionali ed europee: strumenti di gestione dell’offerta, sostegni mirati per l’internazionalizzazione, promozione del consumo e definizione certificata dei costi di produzione. Ogni ritardo avrà conseguenze pesanti sull’intera filiera lattiero-casearia italiana” osserva Forattini.

“Il prezzo concordato nelle ultime ore — 54 centesimi da gennaio, 53 a febbraio e 52 a marzo — può tamponare nell’immediato ma non risolve le cause profonde della crisi: sovrapproduzione, volatilità del latte spot, disdette che mettono a rischio fino a 7 mila quintali al giorno e un mercato internazionale segnato dall’aumento di latte da Usa, Nuova Zelanda e Nord Europa” continua l’esponente dem “serve una governance della produzione, la tutela dei contratti e un monitoraggio vero degli indicatori di mercato. Gli allevatori non possono essere lasciati soli di fronte a oscillazioni che mettono a rischio sia la sostenibilità economica delle stalle sia la competitività dell’industria di trasformazione, dal Grana Padano al burro”.