(Lettera pubblicata su Gazzetta di Mantova il 24.03.2026)

Sabato 28 marzo Mantova rischia di diventare teatro di una manifestazione promossa da gruppi che richiamano parole d’ordine incompatibili con lo spirito della nostra Costituzione. Non è una questione che riguarda soltanto l’ordine pubblico. Riguarda l’identità democratica della nostra città e la fedeltà ai principi fondamentali della Repubblica.

La Costituzione italiana nasce dalla sconfitta del fascismo e dalla scelta irrevocabile della democrazia. È fondata sul riconoscimento della pari dignità di ogni persona, sul rifiuto di ogni discriminazione, sulla tutela delle libertà fondamentali e sulla promozione della convivenza civile. L’articolo 3 afferma con chiarezza che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche e condizioni personali e sociali. La XII disposizione finale vieta inoltre la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.

Per questo non possiamo considerare neutrali slogan e iniziative che alimentano il nazionalismo etnico, la discriminazione e l’odio razziale. Non siamo di fronte a una semplice opinione tra le altre. Siamo di fronte a un messaggio politico che colpisce i principi costituzionali su cui si regge la nostra comunità democratica. La libertà di manifestazione del pensiero è un valore fondamentale, ma non può diventare uno scudo per legittimare propaganda che semina odio, esclusione e disumanizzazione.

Mantova è una città medaglia d’argento al valor militare per la Resistenza, una città che custodisce nella propria storia il rifiuto dell’oppressione e la scelta della libertà. Consentire che luoghi simbolici della città vengano attraversati da parole d’ordine che evocano esclusione e persecuzione significherebbe ferire quella storia e tradire il senso profondo della nostra memoria civica.

Per queste ragioni rivolgo un appello alle istituzioni competenti affinché valutino con la massima attenzione ogni profilo connesso a questa iniziativa e alla sua incompatibilità con i valori antifascisti e costituzionali che fondano la nostra Repubblica.

Rivolgo inoltre un appello a tutte le forze democratiche, alle associazioni, ai sindacati, al mondo della cultura, del lavoro e del volontariato: difendere la Costituzione non è un gesto rituale, ma una responsabilità concreta. Oggi significa dire con chiarezza che nella nostra città non c’è spazio per la propaganda razzista, per i richiami neofascisti e per chi vuole dividere la società alimentando paura e rancore.

Mantova è e deve restare una città aperta, democratica, antifascista. Una città che risponde all’odio con la forza del diritto, alla provocazione con la fermezza delle istituzioni, alla propaganda identitaria con i valori della Costituzione italiana.

Antonella Forattini
Deputata Partito Democratico