La prima rilevazione dell’ha-MYXV, ceppo ricombinante del virus della mixomatosi in grado di infettare la lepre europea, da parte dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna (IZSLER) risale al 22 settembre scorso. Il primo focolaio italiano sarebbe stato individuato in un allevamento di lepri della provincia di Padova ma ulteriori casi avrebbero interessato individui selvatici nelle province di Padova e Venezia, mentre sono in corso accertamenti su segnalazioni di mortalità nel Rodigino.
“La popolazione di lepre europea della provincia di Bergamo e, più in generale, quella lombarda potrebbero essere esposte al rischio di introduzione del virus attraverso la circolazione di animali vivi destinati all’allevamento o al ripopolamento. In relazione alla possibile presenza di casi sospetti o confermati in Lombardia, compresa la provincia di Mantova, sono state diffuse segnalazioni che necessitano di un chiarimento ufficiale” spiega Antonella Forattini, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura della Camera, che ha presentato un’interrogazione al Ministro della salute e al Ministro dell’agricoltura.
Nell’interrogazione, la deputata dem chiede ai Ministri Schillaci e Lollobrigida quale sia, sulla base dei dati ufficiali aggiornati, il quadro epidemiologico nazionale e se risultino casi confermati o sospetti in Lombardia, con particolare riferimento alle province di Bergamo e Mantova.
Chiede, inoltre, quali misure di sorveglianza e coordinamento nazionale siano state attivate e se siano stati predisposti o aggiornati protocolli uniformi per la raccolta, conservazione e analisi delle carcasse e dei campioni di lepri rinvenute morte, sintomatiche o abbattute durante l’attività venatoria. Ulteriori istanze riguardano i controlli previsti sulla tracciabilità, provenienza e movimentazione delle lepri vive destinate ad allevamento, riproduzione o ripopolamento, e sulle misure cautelative relative alle movimentazioni di lepri provenienti da aree interessate da casi confermati o sospetti, inclusa la sospensione temporanea delle immissioni e del prelievo venatorio nelle aree a rischio.
