“Le Brigate del lavoro della Flai Cgil stanno facendo, sul territorio, un lavoro prezioso e concreto: intercettare i braccianti nei campi, informarli sui loro diritti, rompere l’invisibilità che troppo spesso protegge chi sfrutta. È un’iniziativa che merita il plauso di tutte le istituzioni, perché va esattamente nella direzione che da tempo chiediamo: presidiare il territorio, non limitarsi a intervenire dopo che il danno è fatto”. Lo dichiara la deputata del Pd Antonella Forattini, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura alla Camera.

“Su questo tema la prossima settimana, come da me richiesto, la ministra del Lavoro Marina Calderone sarà in audizione nelle Commissioni congiunte Agricoltura e Lavoro. Un’occasione che non possiamo permetterci di sprecare: servono risposte, non solo repressione a valle di un sistema che, come denuncia da tempo la Flai, produce esso stesso lo stato di bisogno che poi sfrutta”.

“Come Partito Democratico stiamo portando avanti un lavoro di revisione della legge 199 sul caporalato, che quest’anno compie dieci anni. E oggi abbiamo aggiunto un tassello importante, con l’approvazione della proposta di legge a prima firma della collega Chiara Gribaudo, che rafforza la tutela e l’assistenza delle vittime dei reati di riduzione in schiavitù, tratta di persone e intermediazione illecita, garantendo loro assistenza sanitaria, sociale, abitativa e un sostegno al reddito quando decidono di denunciare i propri sfruttatori. Perché chi ha il coraggio di denunciare il proprio caporale non può essere lasciato solo, né tantomeno pagare con la vita quella scelta”.

Per Forattini, “accanto al contrasto al caporalato serve un cambio di passo sulle politiche del lavoro agricolo. Per questo proponiamo di incentivare l’iscrizione delle aziende alla Rete del lavoro agricolo di qualità, sostenendo economicamente chi si iscrive, sull’esempio della Regione Emilia-Romagna, e chiediamo il superamento della Bossi-Fini e del decreto flussi, che nella loro attuale configurazione non funzionano e finiscono per alimentare, invece che ridurre, la vulnerabilità dei lavoratori stranieri”.

“Il lavoro della Flai Cgil e delle sue Brigate ci ricorda che, dietro il cibo che arriva sulle nostre tavole, spesso ci sono vite in bilico. Il Parlamento ha il dovere di tutelarle”, conclude Forattini.