Ringrazio la Pro Loco di Castellucchio per aver organizzato un importante momento di riflessione e di comunità invitando Gino Cecchettin a presentare il suo libro “Cara Giulia”. Trasformando il dolore in un impegno civile e collettivo, Gino Cecchettin sta portando avanti con forza e determinazione la memoria della figlia, vittima di femminicidio.

Ci avviciniamo al 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, e prossimamente in Parlamento arriverà la proposta di introdurre il reato di femminicidio nel nostro ordinamento. È un ulteriore inasprimento delle pene, che tuttavia non può essere inteso come risolutivo del femminicidio.

Come ci ricordano i tanti esperti e le associazioni che abbiamo audito in Commissione Femminicidio, la risposta non può essere solo penale. Serve una politica che lavori davvero sulla prevenzione, sull’educazione all’affettività e al rispetto, su un cambiamento culturale che parta dalle scuole e dalle famiglie.

Fa male vedere che, di fronte alla successione di femminicidi, spesso ci si limiti a condannare, senza investire nelle azioni di prevenzione che potrebbero salvare vite.

E fa male vedere i cattivi esempi sdoganati dalla politica stessa. Ricordo l’odioso post sessista di Roberto Vannacci, vicesegretario della Lega ed eurodeputato, contro una sindaca e assessora Pd nelle ultime elezioni regionali (“In piazza della Passera non vengono”).

Qualche settimana fa i senatori Lucio Malan e Salvo Pogliese di Fratelli d’Italia hanno depositato un emendamento al DDL Concorrenza per abrogare i divieti, introdotti nel 2021 nel Codice della Strada, che vietano la pubblicità sessista e discriminatoria lungo le strade. Una norma pensata proprio per proteggere la dignità delle donne e di tutte le persone da messaggi lesivi e stereotipi offensivi: ecco, due senatori di Fratelli d’Italia, uno capogruppo al Senato di FdI, l’altro ex sindaco di Catania, sono al lavoro per cancellarla.

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