All’indomani dell’incontro al Mimit tra Governo, azienda e sindacati, la deputata dem Antonella Forattini ha depositato un’interrogazione al Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso sull’applicazione del golden power nell’operazione di cessione del ramo veicoli commerciali di Iveco al colosso indiano Tata Motors.
“Le organizzazioni sindacali, i sindaci e gli amministratori invitati al tavolo” rimarca Forattini “hanno espresso una valutazione critica rispetto alla genericità delle risposte fornite dal Governo in merito ai contenuti concreti delle interlocuzioni già avviate con Tata Motors e alle condizioni che sarebbero poste nell’ambito dell’esercizio dei poteri speciali.”
In gioco ci sono non soltanto la rilevanza strategica degli stabilimenti e dell’occupazione, ma anche le tecnologie potenzialmente dual use e i flussi di dati connessi alla digitalizzazione dei mezzi, alla logistica intelligente, alla geolocalizzazione e ai sistemi di gestione avanzata.
“I rischi legati a un eventuale trasferimento del controllo di asset tecnologici e dei relativi dati, in assenza di prescrizioni chiare e vincolanti, riguardano la sovranità industriale, la sicurezza economica e la capacità del Paese di presidiare segmenti strategici dell’industria avanzata” osserva Forattini.
“Come al solito, il Ministro Urso si trincera dietro superficiali e frettolose rassicurazioni” accusa Forattini, “noi chiediamo invece che venga promosso con urgenza un incontro istituzionale con Tata Motors, alla presenza delle organizzazioni sindacali, per rendere espliciti e verificabili gli impegni industriali, occupazionali e tecnologici richiesti alla futura acquirente.”
